Tommaso Campanella

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Piazza Tommaso Campanella (Cosenza)

Giovan Domenico Campanella nacque il 5 settembre del 1568 a Stilo in provincia di Reggio Calabria. Nasce in una famiglia molto povera, infatti, il padre faceva un lavoro umile e non riuscì a permettere ai suoi figli di andare a scuola. Nel 1581 la sua famiglia si trasferì a Stignano e nella primavera del 1582 entrò nell’ Ordine dei Domenicani, lì appunto fece i primi studi e assunse il nome di Tommaso (in onore di san Tommaso d’Aquino) continuando a studiare dal 1585 al 1587 e poi arrivò anche a Cosenza all’età di vent’anni dove studiò teologia.

Dopo essere stato a Cosenza andò a Napoli dove pubblicò la Philosophia sensibus demonstrata nel 1591. L’ anno dopo nel 1592 fu sottoposto ad un processo per eresia, poi ne fece un altro nel 1596 terminato con la sua condanna e poco tempo dopo ne fece ancora un altro che lo obbligò a ritornare nella sua regione di origine. Nel frattempo, in questi anni Tommaso Campanella scrisse ben 4 opere, De Monarchia christianorum (1593) De regime Ecclesiae (1593), Discorsi ai Principi d’ Italia (1594), Dialogo contro Lutero e infine Calvinisti e altri eretici (1595). In seguito, Campanella fu arrestato a Napoli e stette in carcere per ben ventisette anni ma alla fine riuscì a lavorare lo stesso e in questo periodo scrisse le sue opere maggiori come la Monarchia di Spagna (1601), la Città del sole, De sensu rerum (1603), Monarchia Messiae (1605), Antiveneti (1606), Atheismus triumphatus (1607), Philosophia rationalis (1619), Quod reminiscentur (1625). Nel 1226 fu liberato, ma nuovamente fu arrestato nel carcere del sant’Uffizio, dal quale fu liberato poi nel 1629 per la bontà di Urbano VIII. Il 21 ottobre del 1634 Campanella scappò da Roma per iniziare la pubblicazione delle sue opere, infatti, andò nella bellissima città di Parigi dove venne accolto calorosamente da amici.

Prima di morire aveva dettato a Naudé una sua biografia: De libris proriis et recta studendi syntagma (postuma,1642). Il pensiero letterario di Campanella era basato da un lato sull’eredità rinascimentale dall’altro sui i problemi della controriforma e del nuovo aspetto politico-sociale. Morì nel 1639 a Parigi all’età di settantuno anni. Oggi Tommaso Campanella è ritenuto il maggior lirico di tutto il Seicento.